Pescopagano

Pescopagano

San Fele to Pescopagano
San Fele to Pescopagano

La seconda tappa del cammino nasconde diverse asperità da affrontare e sorge, spontanea, una perentoria domanda: perché intraprendere il Cammino Lucano?

SantuariodiMonteMauro.CamminoLucano.ALT.Jpeg
San Guglielmo da Vercelli e sullo sfondo in basso il Lago Saetta

Guardare con angoscia quello che aspetta e farsi domande non deve terrorizzare. Una volta arrivati al santuario della Madonna di Montemauro, posto a 1000 metri di altezza, nel territorio di Pescopagano, i dubbi e l’angoscia scompaiono.

SantuariodiMonteMauro.Pescopagano.CamminoLucano.ALT
L’ultima Domenica di Maggio, viene portata in processione verso il Santuario di Monte Mauro, una delle due statue della Madonna Pellegrina, mentre l’altra, identica rimane al suo posto all’interno del Santuario. Il percorso della processione è lungo e disagiato. Ci sono tre tappe ed ognuna è segnata da una croce di pietra.

S. Fele to Pescopagano
Percorsi di Luce

Come per Viggiano, meta finale del Cammino Lucano, il titolo mariano deriva dalla toponomastica del Monte. La Madonna, secondo il mito di fondazione, uguale in molti luoghi dedicati al culto mariano, manifesta l’intenzione divina di rimanere in quel luogo, attraverso una serie di spostamenti miracolosi della statua. La manifesta volontà di tornare nel luogo dell’originario ritrovamento, segnava da subito i confini di uno spazio devozionale lontano dal territorio abitato, e per questo destinato al controllo della Vergine Madre.

Non a caso, la Madonna del Monte, anche chiamata di Mauriello, nome del casale omonimo all’interno del quale sarebbe sorto il primo sacello devozionale dedicato alla Vergine, si insedia nella topografia mitica di uno spazio sacro fin da epoche remote. La montagna ed il torrente che si insinua a valle fanno da cornice naturale al sacro edificio.

D’altro canto, non si può negare che molti santuari mariani, anche di Madonne rosate, sorgano spesso sulle aree di vecchi templi pagani, sostituendo gli antichi culti, e che il cristianesimo nel suo lungo e tormentato sentiero dell’affermazione su credenze religiose antecedenti, spesso dal vivo sapore locale e circoscritto, ha sostituito con la complessa e polivalente figura mariana precedenti divinità strettamente legate ai cicli stagionali della vita agraria e pastorale.

E’ il caso di Pescopagano, nome che deriva da Castrum Petrae che significa villaggio sul macigno o sulla rocca fortificata, dove è stato edificato il nucleo abitativo, e Paganae per la presenza di un culto dedicato al dio Silvano, divinità protettrice della natura selvaggia e delle attività agresti. Non è un caso che la festa principale si celebra l’ultima domenica di maggio, mese che nell’antichità era consacrato alle divinità della fertilità e fecondità, poiché la maternità è funzione primaria, nel senso di riproduzione della specie, sia per quanto riguarda gli uomini che la natura. Dunque, pensare che l’idea della Madonna Madre sia una trasformazione cristiana delle divinità della natura, non è del tutto astratto.

Pescopagano è il paese più ad ovest ed è confinante con le province di Avellino e Salerno. In seguito alla conquista normanna e la latinizzazione delle chiese, si favorì il ruolo di guida dell’abbazia benedettina di Cava dei Tirreni (SA), sul versante occidentale della Basilicata. Punto di riferimento delle Sette Sorelle insieme al santuario di Montemauro, le dipendenze cavensi in Lucania, l’ascesa del monachesimo benedettino, il culmine della diffusione delle Madonne Nere nel XII secolo, e l’articolata presenza di edifici di culto identici nella tipologia architettonica sino in Puglia, avvalorano l’ipotesi di un tracciato benedettino che collegava le tre regioni e rappresentava un importante snodo tra le principali vie di comunicazione del tempo. E’ possibile immaginare non una singola strada ma un territorio-cammino, una serie di percorsi alternativi che cambiavano a seconda delle stagioni e convergevano nei santuari principali delle Madonne Nere, che si orientavano sui punti cardinali delle costellazioni, per permettere di orientarsi in luoghi selvaggi.

La Milita Salomonica Templi nacque per difendere i pellegrini, ed è plausibile che i tracciati benedettini dovevano essere un luogo sicuro per la vigilanza dei Cavalieri del Tempio. Il loro passaggio è testimoniato dall’ importazione di molte rappresentazioni mariane dall’incarnato scuro che erano state prodotte da artisti emigrati in Terrasanta. Quindi considerando che l’esecuzione di sculture umane non era permessa né ai musulmani né agli ebrei è impossibile sostenere un’ininterrotta linea di produzione che parte dalle dee preislamiche e pregiudaiche per arrivare alla Madonna Nera.

La loro presenza era assicurata anche dalle continue Crociate che li portava ad imbarcarsi per la Terra Santa, percorrendo parte della via Appia fino a Brindisi passando per Pescopagano che rappresenta da sempre il passante tra l’Irpinia e la Lucania.

La Via Appia Nuova (SS7) entra in Basilicata nel comune di Pescopagano. Come per la Via Appia Antica che si estese in Lucania nel 190 a. C. , la strada statale 7 prosegue tortuosamente verso Castelgrande e Muro Lucano, le due tappe seguenti del Cammino Lucano.

Santuario diMonteMauro.CamminoLucano.ALT

LagoSaetta.CamminoLucano.ALT.Jpeg
Lago Saetta

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